Le Buone Notizie della settimana
>> ARIA DI CAMBIAMENTO: LE CITTÀ ITALIANE VERSO UN FUTURO PIÙ “RESPIRABILE”
Il 2025 segna un punto di svolta per la qualità dell’aria nelle nostre città, confermando un trend di miglioramento che non si vedeva da anni. Secondo il nuovo rapporto “Mal’Aria di città 2026” di Legambiente, i capoluoghi che hanno superato i limiti di PM10 sono scesi a soli 13, un progresso straordinario rispetto ai 25 dello scorso anno e ai 29 del 2022. Questo successo dimostra che la direzione intrapresa è quella giusta e che il traguardo di città più salubri è alla nostra portata.
Sebbene le nuove e ambiziose sfide europee, previste dalle nuove normative che entreranno in vigore nel 2030, richiedano un ulteriore salto di qualità — con parametri ancora più stringenti per tutelare la nostra salute — queste “ombre” rappresentano in realtà uno stimolo a non fermarsi. La necessità di adeguarsi ai nuovi standard e le recenti osservazioni della Commissione Europea devono diventare vere e proprie opportunità di crescita. Esse ci spronano a modernizzare i trasporti, investire nella riqualificazione energetica e supportare le eccellenze agricole verso modelli ancora più sostenibili. Con una visione comune e investimenti mirati, la sfida del 2030 può diventare il motore della rigenerazione urbana.
>> SETTIMO TORINESE E LA RIVOLUZIONE DEL WELFARE
Settimo Torinese si conferma laboratorio d’avanguardia in Piemonte: è il primo comune della regione ad abbattere drasticamente le rette degli asili nido. Grazie a una gestione virtuosa del bilancio e a una visione politica che mette al centro il sostegno alla genitorialità, da settembre il 92% dei bambini iscritti potrà frequentare gratuitamente. La strategia è ingegnosa nella sua semplicità: il Comune ha allineato le tariffe massime al valore del Bonus Nido nazionale, annullando di fatto l’esborso per le famiglie con Isee fino a 28.000 euro e garantendo risparmi consistenti anche ai redditi superiori.
L’iniziativa non si limita al supporto economico, ma risolve alla radice il problema dell’accesso grazie al raggiungimento di “liste d’attesa zero”, ottenuto attraverso i fondi PNRR. In un’Italia che affronta la sfida della denatalità, il progetto di Settimo traccia una via concreta per invertire la rotta: non bastano i bonus una tantum, servono servizi strutturali che garantiscano il diritto al lavoro, specialmente per le donne, eliminando il paradosso di dover scegliere tra carriera e famiglia. Progettare città a “misura di genitori” è una strategia indispensabile per tornare a investire sul futuro demografico e sociale del Paese.
>> L’EUROPA METTE AL BANDO LO SPRECO DEGLI ABITI
Dal 19 luglio 2026, l’Unione Europea segna l’inizio di una nuova era per il settore del fashion: entrerà infatti in vigore il divieto per le grandi imprese di distruggere capi di abbigliamento, accessori e calzature rimasti invenduti. Questa misura pionieristica del regolamento Ecodesign (ESPR) trasforma quello che un tempo era un “costo ambientale” in una opportunità di rigenerazione. Invece di finire negli inceneritori, milioni di tonnellate di prodotti di qualità verranno ora immessi in circuiti virtuosi di riuso, donazione o riciclo creativo, estendendo il ciclo di vita di ogni singolo filato.
Sebbene l’adeguamento richieda alle aziende un cambio di passo logistico e una trasparenza totale sui volumi di smaltimento, questa sfida rappresenta il trampolino di lancio per un’economia davvero circolare. Il passaggio obbligato al “modello sostenibile” non è solo un limite normativo, ma un suggerimento strategico per il mercato: spinge i brand a progettare collezioni più consapevoli e a investire in tecnologie di riciclo all’avanguardia. In un’Italia che è leader mondiale della moda, questa normativa diventa l’occasione perfetta per guidare il cambiamento globale,
Il messaggio? Lo stile più elegante è quello che non lascia impronte sul pianeta.
>> FIRENZE SEGUE AMSTERDAM: LA CULLA DEL RINASCIMENTO ALLA SVOLTA FOSSIL-FREE
Firenze scrive una nuova pagina di storia urbana diventando la prima città in Italia ad approvare una mozione per vietare la pubblicità di prodotti legati ai combustibili fossili negli spazi pubblici. Seguendo l’esempio pionieristico di Amsterdam, il capoluogo toscano sceglie di proteggere i propri luoghi più sensibili — come le scuole e le fermate del trasporto pubblico — dai messaggi promozionali di SUV ad alta emissione, voli aerei e combustibili inquinanti. Non si tratta di un semplice divieto, ma di una scelta di coerenza estetica e ambientale: Firenze decide che la bellezza del proprio patrimonio deve riflettersi anche nei messaggi che i cittadini leggono ogni giorno.
Questa iniziativa rappresenta una grande opportunità per il marketing della sostenibilità. Il Consiglio comunale sta infatti valutando l’introduzione di agevolazioni per le pubblicità che promuovono cibo salutare, riduzione dei rifiuti e mobilità dolce, trasformando le affissioni cittadine in una vera “bussola del benessere”. Le resistenze iniziali sono lette come un normale passaggio verso il progresso: proprio come accadde per il tabacco, Firenze sta tracciando la strada per una norma nazionale che metta al centro la salute delle persone e del pianeta. È l’inizio di un effetto domino positivo che, partendo dal cuore della Toscana, punta a ispirare l’Anci e l’intera Unione Europea verso un futuro dove la comunicazione sia finalmente alleata del clima e del benessere.